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EMERGENZA CORONAVIRUS: conseguenze penali in caso di trasgressione alle regole previste dai decreti governativi

Ammenda fino a 206 euro, arresto facoltativo in flagranza, imputazione di lesioni personali e tentato omicidio volontario sono le possibili sanzioni previste dalla legge in caso di violazione delle prescrizioni dei decreti governativi relativi all’emergenza sanitaria da COVID-19.

In pochi giorni già si contano a migliaia i casi di persone sanzionate in quanto transitavano sulla pubblica via senza valida giustificazione. La denuncia è spesso comminata ex art. 650 c.p. (inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità), 495-496 c.p. (falsa attestazione o dichiarazione a Pubblico Ufficiale su qualità personali proprie o di altri).

LE NORME

Per far fronte all’emergenza Coronavirus sono stati emanati il DPCM 8 marzo 2020, il Decreto Legge 9/20202 e il Decreto Legge n. 11/2020, i quali prevedono l’imputazione per il reato contravvenzionale ex art. 650 c.p., che sanziona con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a 206 euro i trasgressori delle norme che proibiscono gli spostamenti senza valida giustificazione.

A mero titolo esemplificativo: non è permesso viaggiare nella stessa automobile senza mantenere la distanza minima di un metro prevista (se non si è conviventi); non è permesso spostarsi senza essere in grado di dimostrare che si sta andando o tornando dal lavoro, ove naturalmente si tratti di attività lavorativa consentita, oppure se non si è grado di comprovare che lo spostamento è dovuto a motivi di salute.

Riassumendo, è possibile spostarsi se si è in grado di comprovare, ovvero di dimostrare in modo certo, che ciò avviene per motivi:

  • Di salute
  • Di lavoro
  • Di necessità

Chi attesta in maniera non conforme alla verità una di queste tre cause verrà denunciato per falsa attestazione a pubblico ufficiale, reato per il quale si rischia una pena da uno a sei anni di reclusione, con previsione, altresì, di arresto in flagranza.

E’il caso di evidenziare che per i reati procedibili d’ufficio, fra cui rientra la falsa attestazione della causa dello spostamento, chiunque ha facoltà di fare la segnalazione e fare iniziare il procedimento penale.

I pubblici ufficiale (es. forze di polizia e armate, polizia locale, notai, medici ospedalieri) hanno l’obbligo di denunciare i reati procedibili d’ufficio di cui vengano a conoscenza, rischiando, altrimenti, un’incriminazione per omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale che prevede, ex art. 361 c.p., fino un anno di reclusione.

I DPCM stabiliscono il divieto di uscire da casa per chiunque presenti i sintomi da Coravirus (come tosse, febbre superiore a 37,5°, difficoltà respiratorie).

Chi presenta questi sintomi deve avvertire l’Autorità sanitaria chiamando i numeri dedicati all’emergenza epidemiologica, e mettersi in quarantena.

Se si esce pur presentando i sintomi da Covid-19 si rischia, oltre all’imputazione per violazione dei provvedimenti dell’Autorità, l’imputazione per lesioni personali volontarie, come pure l’omicidio doloso.

Alla medesima pena soggiace chi ha avuto contatti con persone risultate positive al tampone e continui ad avere contatti sociali o di lavoro.

Chiunque sia consapevole di aver contratto il Coronavirus ma non lo dichiari, contravvenendo alle disposizioni di isolamento domiciliare e quarantena, oltre all’imputazione ex art. 650 c.p. (inosservanza dei provvedimenti della pubblica Autorità) rischia l’imputazione di lesioni personali e omicidio volontario, anche solo nella forma tentata.

Nell’ipotesi di contatto doloso con altri soggetti, da cui derivi la morte, si rischia la pena per omicidio volontario (fino a 21 anni di reclusione).

Lo studio fornisce assistenza nei casi sopra richiamati.

E’ possibile contattare il numero seguente: 335 5494807 in caso di emergenza o necessità.

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